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Museo delle Navi

Museo delle NaviRealiizzato tra il 1965 ed il 1979, il Museo delle Navi di Fiumicino ospita i resti di una piccola "flotta" di imbarcazioni di età romana, composta da quattro navi mercantili, una barca da pesca, e due superstiti frammenti di altre navi.

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00, il martedì e il giovedì anche dalle 14.00 alle 16.00. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al Museo, ai numeri 06/6529192 - 06/65010089.

Appena entrato nel Museo, il visitatore può spaziare con un colpo d'occhio sull'intera collezione delle antiche navi, collocate su telai metallici dalle linee essenziali, che sostengono il delicato ordito di legni senza troppo disturbare il profilo architettonico degli stessi.

Sulla parete di fondo, una serie di vetrine ospita oggetti vari, in parte ritrovati all'interno degli scafi e in parte provenienti dalla zona dei moli oppure dall'agro portuense o dai fondali antistanti. La visita prosegue con la cosiddetta barca da pesca; natanti simili a questo, per tipologia e soluzioni di allestimento, non sono ancora stati rinvenuti: la nostra barca può dunque essere considerata un unicum. Le imbarcazioni di maggiore stazza sono denominate "Onerarie minori" e "Onerarie maggiori".

L'Oneraria minore I, la prima sulla sinistra, non ha restituito elementi di corredo se si eccettua un frammento identificato come parte del pennone esposto in vetrina. Risulta pertanto difficile for mulare ipotesi circa il suo periodo d'uso.

Per la seguente, l'Oneraria minore II, disponiamo di informazioni più precise; la vita di questa imbarcazione comprende il pieno III e 1'inizio del IV sec. d.C. Lo scafo è particolarmente ben conservato quasi fino alla linea di galleggiamento, e permette di osservare numerosi dettagli relativi alla tessitura del fasciame e al sistema di connessione delle assi.

All'interno, sopra le ordinate, restano tracce del pagliolato di stiva e la scassa dell'albero. Dallo scafo provengono un bozzello e una rotella di carrucola, una statuetta di Venere di bronzo, delle lucerne, di cui una africana con il simbolo cristiano del chrismòn, un bussolotto di legno per dadi da gioco, oltre a resti di vegetali commestibili.

L'Oneraria maggiore I, al centro della sala, venne utilizzata nel IV sec. d.C. Durante i lavori di restauro e consolidamento, all'interno della nave sono state rinvenute tracce di un' iscrizione, sul dorso di un madiere, che riportava il nome di Trituta ( "tutelata" o "salvata per tre volte") pertinente, evidentemente, ad un' altra nave il cui legname, dopo il disarmo, era stato reimpiegato nella nuova costruzione navale. Notevole, verso prua, il sistema di incastro realizzato per connettere la parte rettilinea della chiglia con il pezzo ricurvo della ruota di prua. Sotto la poppa, è esposto anche un frammento del dritto di poppa con tracce di mastice originale e indizi di probabile decorazione applicata in bronzo.

Nel Museo delle Navi di Fiumicino sono esposti anche alcuni reperti lapidei provenienti dal territorio di Ostia, quali un frammento di sarcofago, elementi architettonici; una bitta d'ormeggio ed un blocco di cava.

Sulla parete di fondo è il calco del "rilievo Torlonia", celebre ed importante ico nografia portuale ricca di elementi simbolici: sullo sfondo, il faro di Ostia allude al porto di Claudio con le navi in movimento ( III sec. d.C:). Il centro della scena è occupato da una grande oneraria con le vele spiegate; tutt' attorno, figure allegoriche e rappresentazioni di divinità forse ricollegabili a statue presenti nel porto.

Per maggiori informazioni www.assonet.org